La Giornata della Memoria

Un pensiero – un minuto, un secondo – un pensiero. Perchè abbiamo dimenticato, anzi, ancora peggio, non abbiamo mai voluto ricordare. L’uomo non vuole imparare dai propri errori, non vuole ammettere di aver sbagliato. Noi abbiamo dimenticato.

Le lacrime di chi c’era non fanno effetto su chi non ha mai saputo. Non hanno più alcun effetto. Qualcuno, addirittura, mette in dubbio che sia mai accaduto. Come si può negare che la terra si sia aperta e ci abbia mostrato il fuoco dell’inferno e che quel fuoco sia stato nutrito dall’odio incommensurabile dell’uomo, ancora più smisurato perchè inconsapevole.

E mentre qui si fanno preghiere per chi ha lasciato le sue spazzole e i suoi capelli nei luoghi orribilmente innominabili, ormai musei per la nostra voglia d’impossessarci del passato altrui, coloro che ancora vivono sono stati abbandonati in un altro inferno, più dignitoso forse – ma che dignità c’è nella distruzione? -, ma egualmente innominabile, come innominabile è il nemico. Perchè? Perchè ci rifiutiamo di sapere e quindi di ricordare.

Proprio coloro che hanno trovato il coraggio di ricominciare, non hanno mai potuto brindare alla loro nuova nazione. E noi continuiamo a dimenticare.

Ogni volta che i diritti dell’uomo vengono violati, dimentichiamo.

Ogni volta che affermiamo che certi uomini non hanno diritti, dimentichiamo.

Ogni volta che ci schieriamo con il nemico, dimentichiamo.

Ogni volta che chiudiamo la mente e non ammettiamo nuove idee, dimentichiamo.

 

Il Giorno della Memoria avrà un senso solo quando la smetteremo di fare solenni arringhe, per poi voltarci e dimenticare tutto quanto è stato detto.

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