Frankenstein e i fatalisti

Ho spesso la sensazione che non si possa fare altrimenti, come se fossimo tutti degli irrimediabili fatalisti.

Tra Seicento e Settecento noi Europei potevamo procurarci dello zucchero dalle Americhe solo (senza alcun’altra alternativa) a spese degli schiavi africani.

Ora, nel XX secolo, possiamo mangiare banane solo a spese degli operai sudamericani. E’ proprio necessario che quelle persone rimangano sotto gli aerei che spruzzano pesticidi sulle piantagioni, non abbiamo alternative.

E’ così?

Se ci chiediamo perchè succede tutto questo abbiamo una sola possibile risposta: denaro.

 

Mi viene da pensare, però, che anche il denaro è una creazione umana, no? E allora perchè dobbiamo essere così fatalisti, anche le regole del denaro si possono cambiare: noi lo abbiamo creato, noi lo modifichiamo. O forse siamo un po’ come il Professor Frankenstein e abbiamo creato ‘qualcosa’ che è diventato ‘qualcuno’, con delle regole proprie ed ormai impossibile da gestire.

In un articolo scritto da un giornalista statunitense ho letto che secondo lui una grande differenza tra USA e Italia è che la popolazione italiana ha un atteggiamento prettamente fatalista, come se un individuo potesse decidere solo fino ad un certo punto della propria vita, ma una buona parte della responsabilità fosse lasciata nelle mani del destino, contrariamente agli Stati Uniti, dove è convinzione comune che l’uomo possa in ogni momento cambiare il corso della propria esistenza e questo diventa quasi un dovere.

Le multinazionali americane, però, sono le più diffuse nel mondo e sfruttano ogni giorno milioni di persone perchè il mercato lo richiede, ergo ‘non si può fare altrimenti’.

Bella contraddizione.

 

Avendo così ragionato, mi dico che ora sì, ho scoperto una cosa interessante: noi tutti possiamo davvero fare qualcosa, a partire dai boss di quelle multinazionali. Dobbiamo dirlo anche a loro che con qualche bottiglia in meno di quella bevanda frizzante e bruna che piace tanto le famiglie dei Paesi sviluppati vivono bene lo stesso. Non ci mancherà nulla: bisognerà solo rallentare un po’ i ritmi, garantire qualche diritto in più a quegli operai, lavorare più per la qualità che per la quantità e avere anche un po’ di rispetto per il resto del creato. Questo implicherà forse dei guadagni un po’ ridotti per i ‘capi’, ma per uno che incassa un po’ di meno, quante persone ci guadagnano!

 

Resto delusa quando mi accorgo che ho fatto proprio la ‘scoperta dell’acqua calda’: i boss lo sapevano già, ma, benchè Americani, sono fatalisti proprio come gli Italiani.

 

Allora è vero, siamo proprio come il Dottor Frankenstein: abbiamo costruito ‘qualcosa’ che pian piano ci sta uccidendo.

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