Le nuove suffragette

«La 194 non si tocca» è così che si presentano le nuove suffragette – di tutte le età – schierate in piazza a Napoli e a Roma, ma anche a Bologna e a Milano per i diritti delle donne. Questa volta il termine ‘suffragette’ non è proprio quello giusto da utilizzare, perché queste donne si stanno battendo per qualcosa che va al di là dell’affermazione del proprio ruolo nella società: per la prima volta stiamo chiedendo di riconoscere che siamo anche noi degli esseri umani. La donna è il sesso debole: lo abbiamo sentito milioni di volte e continuiamo a sentirlo ancora oggi, senza distinzione di classe o di ambiente. Eppure … eppure nessuno pensa – quando si parla di aborto o di altre questioni ad esso connesse – della sofferenza che una donna prova trovandosi in quella situazione, ma soprattutto dovendo decidere di compiere una scelta simile. Sono belle parole quelle di coloro che chiedono una ‘moratoria’ per l’aborto, peccato che siano uomini che non si sono nemmeno mai sognati di comprendere cosa possa significare per una donna la maternità, ma soprattutto cosa significhi la legge 194, grazie alla quale molte donne sono state salvate.

A distanza di 30 anni è ancora il sesso forte a decidere delle scelte e della vita del sesso debole, considerandolo debole solo a parole, ma non comprendendo cosa significhi sentirsi realmente debole di fronte alla decisione di abbandonare una parte di sè.

Con gli stessi cartelli sbandierati 30 anni fa, ci ritroviamo ancora una volta a dover affermare un diritto che NESSUNO dovrebbe neppure concepire di mettere in discussione. La donna non è un mostro, non è una strega! La donna è solo un essere umano che ha il diritto di soffrire un po’ meno nel momento in cui una parte di dolore può essere evitata. Siamo forti e continueremo a combattere, ma sarebbe meglio se – per una volta – TUTTI capissero che non siamo degli oggetti e non siamo indistruttibili. La donna dà la vita, ma non viene protetta ed è per questo che bisogna – almeno – non fare passi indietro, ma cercare di salvaguardare il corpo che ospita il miracolo della vita.

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