Anniversario della Carta Sociale Europea 2011

Di seguito è riportata la trascrizione dell’intervento del Presidente torinese della Gioventù Federalista Europea, Roberta Carbone, in occasione del dibattito ‘A cinquant’anni dalla Carta Sociale Europea: bilancio e prospettive‘, organizzato da: Città di Torino, MFE, CGIL-CISL-UIL, CESI, AICCRE, GFE.

50° Anniversario della Carta Sociale Europea

19 Ottobre 2011

Sala del Consiglio Comunale
Torino


Riflettendo sul significato di questa giornata e di questo dibattito mi sono posta una domanda, che ora pongo a voi, soprattutto ai più giovani: ”quale può essere il pensiero peggiore quando apro gli occhi il mattino?” O, per dirla in altro modo: ”che cosa mi dà la forza di iniziare una nuova giornata ogni mattina quando apro gli occhi?”

Mi sono anche data una risposta: ”avere un progetto per la mia giornate per quelle future”, cioè sapere che c’è qualcosa che dà un senso alle mie giornate.


E questo è vero sia nella sfera privata che in quella pubblica: la realtà è che il fatto di avere di fronte a me un PROGETTO mi dà la speranza per poter perseverare, perché so che di fronte a me c’è un futuro e che io ho il potere di plasmarlo, di modellarlo.


La SPERANZA, quindi, è ciò che rende una società SANA, mentre la RASSEGNAZIONE, il FATALISMO, mummificano le persone e la società, perché fanno sì che tutto si ripeta sempre uguale a se stesso. Questa, purtroppo, è la condizione presente della società italiana ed europea: i cittadini, soprattutto i giovani che non hanno avuto neppure un assaggio di quella speranza, vivono nella rassegnazione.


Ma, come vediamo in questi giorni, in questi mesi, sempre meno gli Europei sono disposti ad arrendersi a questo: in tutta Europa i cittadini stanno manifestando il loro RIFIUTO  per questa situazione di stallo.


Allora vi dico che è qui che deve scendere in campo la politica; come orientare tutta questa INDIGNAZIONE? I giovani non ne possono più di sentirsi dire che devono vivere nel presente, in una condizione precaria – e non solo dal punto di vista lavorativo, perché sappiamo che questo ha delle ripercussioni su tutti gli aspetti della vita di una persona – perché non c’è certezza nel futuro.


Per questo tutta l’indignazione e l’insofferenza devono essere orientate verso un grande progetto politico, che catalizzi le energie e ridoni dignità alle parole FUTURO e SPERANZA. Solo un grande progetto può fare questo.


La Gioventù Federalista Europea, insieme a tutti coloro che pensano che sia arrivato il momento di agire, ha un’idea riguardo a questo progetto: si tratta di un Piano europeo di Sviluppo sostenibile, per unire le risorse e creare progetti comuni, nel rispetto dell’ambiente e con l’obiettivo di rilanciare l’economia, ma con un risparmio di risorse grazie alla creazione di progetti comuni, ad esempio nel campo della ricerca scientifica. Questo Piano può essere promosso concretamente attraverso lo strumento dell’Iniziativa dei Cittadini Europei, introdotto dal Trattato di Lisbona. Si tratterebbe, chiaramente, di un progetto intermedio, attuabile in tempi brevi; resta fermo, però, l’obiettivo finale, ossia la creazione della Federazione Europea.


Ma ribadisco che la progettualità è prerogativa della politica, che non deve nutrirsi solo di obiettivi intermedi, ma anche e soprattutto di grandi idee, quelle che danno speranza e fanno progredire la società.



Roberta Carbone
Presidente della sezione di Torino della Gioventù Federalista Europea
www.mfetorino.it


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